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Itinerario dettagliato

Nel nostro caso, l'itinerario prevede subito il primo dei due "tapponi" (il secondo è previsto alla fine del viaggio): quello che ci porta fino al confine.
Il tappone è indispensabile per attraversare rapidamente l'Italia.
Nella pianificazione del viaggio, come vedremo, abbiamo scelto di percorrere tutta autostrada fin quasi alla frontiera.
Partendo di mattina presto, così da sfruttare anche il fresco delle prime ore del giorno, si arriva tranquillamente a prima sera alla frontiera, pur considerando un'adeguata pausa pranzo.

Il primo pernottamento è previsto nel parcheggio a sinistra, purtroppo in leggera pendenza, ad un centinaio di metri dalla frontiera del Monginevro, tra Italia e Francia. Dormiremo qui anche al ritorno: è un classico.

Superata la frontiera, conviene fare rifornimento a Briançon o poco dopo, per le ragioni che abbiamo trattato nei consigli di viaggio.

Dalla frontiera, fino a Grenoble, siamo sulle Alpi francesi. Un'ottima occasione per un po' di fresco, data la stagione (è estate, supponiamo). Qui su può praticare qualsiasi sport legato alla montagna (dal rafting alle arrampicate, allo sci sui ghiacciai perenni, ecc). Il paesaggio è indescrivibile!

Al Col du Lutaret, dove consigliamo una sosta sulla spianata appena sotto il ghiacciaio, al mattino è facile riuscire addirittura a giocare con le marmotte che escono dalle tane alla ricerca di cibo e sole.

Anche da qui, come più o meno in tutta la zona, si parte per delle splendide escursioni. Da visitare il "Giardino alpino".

L'attraversamento di Grenoble è alquanto problematico a causa delle indicazioni stradali non sempre chiare (dopo quattro anni ancora non abbiamo imparato e, soprattutto al ritorno, preferiamo prendere l'autostrada).
Siamo diretti a Parigi che, naturalmente, non fa parte della Francia minore ma non fermarsi qualche giorno sarebbe un delitto. Non trascuriamo però le località che incontriamo sulla nostra strada, anche con deviazioni di alcuni chilometri. In particolare Dijon eTroyes.

Parigi

Parigi è tanto grande, bella, intensa ed efficiente da apparire persino improbabile. Purtroppo - suppongo che questo itinerario lo si faccia in estate - in agosto a Parigi quasi non ci sono parigini. Quindi, molti degli aspetti più interessanti di questa vera e propria capitale europea, strettamente legati alla vita della città, non si possono percepire. Parigi, infatti, è una città vastissima e piena di vita, multietnica: una delle capitali della cultura mondiale, ricca delle mille contraddizioni che le conferiscono un fascino ineguagliabile.
Ma, tutto ciò che potremmo dire di Parigi è sicuramente stato già detto. Volendo evitare ogni confronto, ci limitiamo a segnalare gli aspetti "tecnici" di una visita in camper.
Vi consigliamo di consultare, anzi di "studiare" prima di partire, una delle innumerevoli, ottime guide.

A Parigi si può sostare per la notte a Quai de la Gare, nei pressi della Bibliothèque François Mitterand (l'itinerario dettagliato porta direttamente lì).
Il camper service è a circa due chilometri ed è a pagamento. A meno di cento metri c'è la stazione della metropolitana per Place Charles De Gaulle Étoile.
Tenete conto che a Parigi è molto importante essere vicini ad una stazione della metropolitana, perché significa essere vicini a tutta Parigi.
Nel sito www.ratp.fr, molto ben fatto e che vi consigliamo di visitare, potrete trovare, scaricare e stampare tutte le mappe e le informazioni indispensabili per un'agevole visita della città, come:

  • La pianta del metrò (indispensabile)
  • Le piste ciclabili
  • La pianta con tutti monumenti
  • La mappa dei musei
  • Le cartine topografiche dei quartieri

In alternativa ci si può appoggiare al "Camping Bois de Boulogne". che è però affollato, caro, sporco e mal gestito.
Quanto di peggio, insomma.
Dal camping ogni mezz'ora parte una navetta che porta gli ospiti del campeggio alla fermata della metropolitana di Port Meillot.
Parigi è una metropoli, quindi occorre attrezzarsi per vivere in camper in una grande città, sopportando anche qualche disagio.

Visite d'obbligo al Museo del Louvre, certamente uno dei musei importanti e vasti al mondo. Visitate il sito ufficiale del museo .
Dal sito si accede anche ad un itinerario virtuale molto interessante ed addirittura possibile prenotare la visita ed acquistare i biglietti d'ingresso da farsi recapitare a casa.
Altra visita d'obbligo è Le Centre Pompidou, centro, più che museo, d'arte moderna e contemporanea. Anche qui, vi consigliamo di visitare il sito ufficiale .
Dall'Italia è possibile acquistare su Internet alcune tessere d'abbonamento per le visite ai musei parigini (oltre 60) e per la metropolitana.

L'altra Francia
La Francia, come abbiamo accennato all'inizio, non è solo Parigi. In realtà in questo Paese vi sono molte altre città importanti, più o meno grandi, per la loro storia e per la loro cultura. Ne toccheremo alcune, ma non troppe. E' impossibile, infatti, pensare di visitare tutta la Francia in circa tre settimane. Chi pensa di poterci riuscire, certamente seguirà uno stile diverso dal nostro.
Andremo in Bretagna, per vivere il mare - anzi l'oceano - in un modo assolutamente diverso da come noi mediterranei viviamo il mare. Ciò che maggiormente sorprende in questa regione è la quantità di ore di luce solare a disposizione e la variabilità delle condizioni meteorologiche.
La Bretagna, infatti, è molto più a nord ed ad ovest rispetto all'Italia e, pur avendo lo stesso fuso orario di Parigi e di Roma, in realtà si trova sullo stesso meridiano di Dublino e comunque molto più a nord. Questo fa sì che in agosto il sole tramonta ben oltre le 22.00.
Affacciandosi direttamente sull'oceano Atlantico, poi, nel corso della giornata la Bretagna è attraversata da rapidissime perturbazioni, talvolta anche intense, che contribuiscono a dare a questa regione un fascino tutto suo.

Il mare
Fare il bagno nell'Atlantico è un'impresa da pochi temerari. L'acqua è fredda, anche se non dappertutto. In Bretagna si impara molto rapidamente a vivere il mare piacevolmente. I bretoni hanno un profondo rispetto del mare. L'oceano è vivo e si avverte costantemente la sua presenza ed il suo fascino. Qui è possibile praticare qualsiasi tipo di sport acquatico, dal surf al body board al windsurf, dalle immersioni subacquee alla vela (dagli optimist alla vela d'altura), ed altro ancora. E' sorprendente la familiarità che i bretoni hanno per il mare, indipendentemente dalle condizioni meteorologiche. Non è raro vedere, nei giorni in cui noi non usciremmo di casa neppure con l'ombrello, frotte di bambini avviarsi ai corsi di vela, premurosamente assistiti dagli istruttori.

La presenza del mare, e soprattutto delle maree, scandisce i tempi di vita della gente (occorre procurarsi il calendario delle maree, distribuito gratuitamente nei numerosissimi punti di informazione turistiche). Per chi non lo sapesse, le maree in Bretagna raggiungono un'escursione ben oltre i 10-13 metri.

Prima di arrivare in Bretagna però, visto che abbiamo parlato di maree, ci fermiamo in Normandia, precisamente a Mont Saint Michel. Questa è la zona dove maggiormente si percepisce il fenomeno.
Ci torna in mente il romanzo di Raspe Rudolf "Le avventure del barone di Munchhausen".
Quando c'è la bassa marea si vedono distese di terra brulla fino all'orizzonte che all'ora prevista ed in meno di venti minuti, l'oceano sommergerà. Qui, infatti, il mare si ritira per quasi diciassette chilometri dalla costa.
Si sosta nelle aree riservate ai camper, pagando una cifra ragionevole. Non è possibile scaricare né caricare acqua. Molti tratti delle aree di sosta sono fangosi a causa delle maree.
Parcheggiato il camper, si va a piedi in "paese", dove si visita l'Abbazia e si possono acquistare i soliti souvenir. Il paese sorge intorno al centro monastico e, essendo molto piccolo, merita un giro rapido di sera ed uno di giorno.
Essendo il fenomeno della marea la maggiore attrattiva, consigliamo di programmare la visita nei giorni in cui il fenomeno è più evidente. La vista dell'isolotto di notte, principalmente se il cielo è sgombro di nubi, è suggestiva.

Da Mont Saint Michel ci dirigiamo alla volta di Saint-Malo.
Questa graziosa città, completamente circondata da alte mura, sorge all'imbocco d'una profonda insenatura della costa. E' un importante porto commerciale e turistico. Fu fondata dai pirati che erano usi qui ricoverare e riparare le loro navi.
A Saint-Malo si mangia molto bene più o meno in tutti i numerosi ristoranti, piccoli o grandi, della città. Il servizio è più che accettabile ed il costo ragionevole (molto meno che in Italia). I piatti tipici della zona sono quasi tutti a base di crostacei e frutti di mare; il contorno è sempre compreso. Il piatto tipico per eccellenza sono le Moules-Frittes; si tratta di cozze servite nel loro sugo, con cipolla, accompagnate da patatine fritte (le fritte di cui abbiamo già parlato).
A Saint-Malo si sosta al porto, appena fuori delle mura. Non molto distante è possibile caricare acqua, non c'è possibilità di scarico.

Partiti da Saint-Malo, ci dirigiamo, attraversando interessanti centri come Saint Brieuc, Morlaix e Brest, alla penisola di Crozon. Prima di arrivare a Dinard, esattamente alla foce del fiume Rance, si può fare un'interessante visita alla centrale idroelettrica azionata dalle maree.
Lungo la strada, in particolare tra Morlaix e Brest, si incontrano numerosi "Enclos" (tipici complessi parrocchiali bretoni, di notevole interesse storico ed artistico). Tra i più prestigiosi, consigliamo di visitare quello di Saint-Thégonnec.
Il paesaggio cambia. Qui è già tutto punteggiato dalle tipiche case "bretoni": pareti bianche, tetto lavagna, porticato e comignolo, il tutto immerso in una rigogliosa vegetazione ed in un trionfo di fiori variopinti.
Lungo la strada è anche possibile acquistare il Sidro artigianale (un leggero vinello di mela) che, bevuto ben freddo, è molto piacevole.

Giunti alla penisola di Crozon, il punto sosta è nel parcheggio del porto turistico di Morgat.
L'area è in concessione alla capitaneria di porto. E' un posto tranquillissimo, molto carino ed ospitale.
Al mattino si è cortesemente svegliati dal personale della Capitaneria di porto per il pagamento di 6 € (se la tariffa non è cambiata) del parcheggio.
C'è il camper service a gettone che si acquista alla capitaneria, ma va anche a monete. Eroga circa 100 litri di acqua potabile.

Un altro camper service, più comodo, è nel parcheggio di Crozon, a circa quattro chilometri, tra il supermercato "Casino" e la caserma dei Vigili del fuoco.
Sempre presso la Capitaneria si possono usare le lavatrici a gettone (1 gettone per lavare fino a sette chili di indumenti ed 1 getone per asciugarli).
A questo riguardo dobbiamo dire che le lavanderie a gettone, che risolvono uno dei principali problemi del camperista, sono molto diffuse in tutta la Francia (ed anche in tutta l'Europa, meno che in Italia).

Dopo tanto viaggiare, una sosta di alcuni giorni in questa penisola ci fa riposare un po' e ci fa vivere i diversi aspetti paesaggistici e naturalistici della Bretagna.
Tutta la penisola di Crozon, infatti, è inserita nel Parc Naturel Regional d'Armorique. Per saperne di più, visitate il sito del parco .
In questa penisola l'alternanza della vegetazione, influenzata dal mare e dai venti, la costa alta e frastagliata, le lunghe distese di spiaggia dalla sottilissima sabbia, le alte dune e i caratteristici porti turistici, rendono la permanenza particolarmente gradevole ed interessante.
Da Morgat si va, oltre la grande duna, a fare surf a La Palue (2 Km.).

Riprendendo il viaggio, non trascuriamo di sostare a Locronan, che merita un'attenzione particolare per la sua piazza, classificata come monumento storico, circondata da un poderoso complesso architettonico. Il complesso comprende le case in granito, la chiesa di Saint Ronan ed, al centro, un pozzo che in passato costituiva l'unica fonte di acqua potabile del paese.
Qui è piacevole passeggiare visitando le numerose botteghe artigiane. Si sosta appena fuori dell'area pedonale.

Proseguiamo per Quimper, città dall'interessante centro storico e famosa per le sue raffinate ceramiche, e successivamente per Pont-Aven. Oltre quanto dottamente descritto dalle guide turistiche, circa i suoi antichi mulini, la particolare architettura ed il suo essere stata eletta residenza di numerosi artisti famosi, consigliamo ai più golosi una prolungata sosta nei biscottifici!
Prima di lasciare la Bretagna, per affacciarci sulla valle della Loira, non trascuriamo di visitare Carnac e la sua straordinaria concentrazione di megaliti.
Si sosta nell'ampio parcheggio appena fuori del sito megalitico.

Possiamo ipotizzare anche delle soste a Vannes e a Nantes, prima di iniziare il viaggio di ritorno attraversando la Valle della Loira.
Quest'ultima, in verità, merita senza dubbio che le si dedichi la durata di un intero viaggio. Noi abbiamo trovato molto piacevole sostare ad Amboise ed allo Chateau de Chambord.

Amboise è stata l'ultima residenza del nostro Leonardo da Vinci, e ne custodisce ancora le spoglie nella cappella dell'imponente castello.
Si sosta lungo la riva sinistra della Loira, appena fuori della porta che introduce al centro storico.

Il castello di Chambord, invece, è particolarmente interessante per la sua bellezza, grandiosità e per il vastissimo parco che lo circonda.
L'immensità del parco è tale che lo attraversano per alcuni chilometri ben due strade statali.
Non si può sostare per la notte nel comodo parcheggio custodito, in cui vi sono posti riservati ai camper (noi lo abbiamo fatto arrivando al castello intorno alle 20.00: è l'ora in cui termina il parcheggio riservato a pagamento).

Poco oltre Chambord, Bourges merita una sosta per la visita alla splendida cattedrale di St-Étienne: una delle più belle creazioni del gotico francese.

Da qui in poi, consigliamo di proseguire su percorsi autostradali, perché i percorsi alternativi li abbiamo sempre trovati particolarmente lenti e trafficati.
Inoltre, abbiamo già detto che l'attraversamento di Grenoble, ma anche di Lione, è complesso.
Noi abbiamo sempre preferito sostare per la notte in una delle confortevoli aree di servizio autostradale.

 
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