Questo
è senza dubbio un viaggio tra i più “strani”
che abbiamo mai fatto.
La nostra intenzione finale era quella di vivere alcuni
giorni immersi nei deserti nord africani. Volevamo confrontare,
anche se in pochi giorni di reale permanenza, il deserto
sabbioso ed il deserto roccioso, con una visita alle splendide
città imperiali marocchine. |
Lasciamo
l’Italia attraversando la frontiera a Ventimiglia. Da
qui, superiamo la Francia viaggiando in autostrada e sostando
nelle accoglienti aree di servizio.
Abbiamo scelto l’autostrada, certamente più costosa
dei percorsi alternativi su strada statale, perché,
soprattutto lungo la Francia meridionale, l’andatura
media sulle statali è notevolmente più lenta.
Purtroppo le autostrade francesi sono particolarmente costose.
Superata
Marsiglia, è consigliabile prendere
la strada statale N568 in direzione Arles;
qui poi conviene riprendere l’autostrada fino alla frontiera
con la Spagna.
In
Spagna è consigliabile viaggiare in autostrada, perché
più sicura e confortevole. Anche in questo caso conviene
sostare nelle stazioni di servizio, certamente meno accoglienti
di quelle francesi, ma comunque idonee per un pernottamento
in tutta sicurezza.
Ad
Alicante si lascia l’autostrada e si
prosegue per la statale N342, direzione Granada:
è la via più breve per raggiungere Algeciras
dove ci siamo imbarcati per superare lo Stretto di Gibilterra.
Da
qui si prosegue lungo la statale N323 che attraversa
la stupefacente Sierra Nevada.
E’
un posto davvero splendido; peccato non avere più giorni
disponibili.
La
direzione è verso la Costa del Sol, in particolare Motril,
dove la N 340 fino ad arrivare ad Algeciras.
Abbiamo
sostato piacevolmente e pernottato in una simpatica stazione
di servizio dall’ambientazione tipicamente Messicana
“ los Camioneros”.
Ci siamo trovati praticamente immersi nella scenografia
di uno dei tanti film “western all’italiana”
che sono stati girati qui. |
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La
Costa del Sol è molto sviluppata dal punto di vista turistico:
già nel mese di aprile è animatissima. Si può
sostare a Torremolinos, direttamente sul lungomare.
Ad Algeciras c’è l’imbarco per il Marocco.
Tenete conto che fin qui abbiamo sempre viaggiato all’interno
dell’Unione Europea.
Sbarcati
a Tangeri, invece, siamo in Marocco.
Gli
usi e costumi di questo interessantissimo Paese sono
sicuramente diversi da quelli cui siamo abituati.
Ad esempio, per quanto riguarda l’abbigliamento,
ci si sente più a proprio agio e si è
meglio accolti, se si indossa una camicia invece di
una maglietta, che qui è considerata come un
indumento intimo.
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| Anche
per gli uomini, inoltre, i pantaloni lunghi sono da preferire
a quelli corti. Nelle transazioni, con conseguenti “mercanteggiamenti”,
tipici di queste zone, un abbigliamento rispettoso del loro
“senso del decoro”, predispone a conversazioni
più serene.
Un
proverbio marocchino recita: “dai da
mangiare al tuo ospite anche se tu stai morendo di fame”.
Secondo
noi questa è la sintesi dell’ospitalità
che abbiamo ricevuto in Marocco.
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I
documenti indispensabili per entrare in Marocco sono il passaporto
e la carta verde.
A
Tangeri si può pernottare sul porto.
Si prosegue verso Tetouan, molto interessante
e piacevole.
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Qui
si comincia a comprendere ed entrare in sintonia con l’affascinante
stile di vita arabo e marocchino in particolare.
Attraversando
una piccola parte del Rif - la regione
montuosa che va da Tangeri a Chechaouen – ci siamo
diretti prima a Volubilis, noto sito archeologico romano
e, successivamente, a Meknes.
Da Tangeri a Tetouan si percorre la statale P38 e, da
Tetouan a Chechaouen, la P28 fino a Volubilis.
A
Meknes conviene fermarsi in uno dei tanti campeggi di
buon livello (noi ci siamo fermati al camping Agdal,
che dista meno di 15 km dal centro) per due o tre
giorni, per visitare la città, raggiungibile con
i mezzi pubblici.
Interessante il mercato alimentare nella piazza dalla
quale si accede alla casba. |
Il
pernottamento in Marocco avviene sempre e comunque in campeggio!
Proseguiamo
per Fes dove pernottiamo al campeggio “Diamant
du vert”, molto carino, tranquillo, in campagna,
nei pressi di un ruscello.
Il centro si raggiunge con l’autobus numero 17.
Gli autobus sono vecchi e sgangherati come quelli dei film,
ma tranquilli.
La località si offre per una piacevole sosta shopping
senza pressioni ed eccessive contrattazioni.
Da
qui inizia la discesa verso il deserto percorrendo le
statali P24 e poi P21 fino a Er Rachidia, ultima città
prima del deserto sabbioso.
Erfoud, nel bel mezzo di un’oasi,
è il punto di partenza per le escursioni guidate
nel deserto. Siamo, comunque, già nel deserto ed
anche qui si pernotta in campeggio.
Ingaggiata la guida, si procede verso Merzouga e, quindi,
le dune! |
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Paesaggio, a dir poco, indimenticabile! Quante volte abbiamo
sentito parlare di “mal d’Africa”?
Noi ci rendiamo perfettamente conto che abbiamo solo sfiorato
la vera Africa, ma il desiderio di tornarci lo sentiamo sempre
più forte.
Per raggiungere il deserto roccioso, invece, si parte sempre
da Erfoud, ma questa volta in direzione Ouarzazate
ed a Tinejad si prende la P32.
L’attraversamento
dell’Atlante è lento e le strade sono molto tortuose:
il paesaggio è da sogno!
Si prosegue verso Zagora, che è nella
valle del Draa. Questo è un ottimo punto
di partenza per le escursioni nel deserto.
In
fondo alla strada principale c’è il cartello
che indica Timbuctu a 52 giorni di cammello. Sarà
pure folclore, ma questa indicazione ci fa percepire che
siamo davvero in un altro mondo…
Si sosta in campeggio.
In questa zona le caratteristiche dei campeggi sono tipicamente
berbere. Si passa la notte nella speranza di non addormentarsi
per provare un’emozione indimenticabile: poter leggere
un libro al solo chiaro di luna! |
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Percorrendo
la statale P31 si procede verso Marrakech.
Qui
è anche possibile sostare in un parcheggio nella
parte nuova vicino al centro congressi.
Su Marrakech c’è davvero poco da dire. Potremmo
solo ripetere cose già dette e ottimamente descritte
nelle guide turistiche che vi consigliamo di portare con
voi
Da qui in autostrada verso Casablanca.
E’ certamente insolito in autostrada dover fare attenzione
a pedoni ed animali che le percorrono insieme ad ogni genere
di veicolo.
Da Casablanca ci dirigiamo, purtroppo, direttamente a Tangeri,
dove siamo sottoposti a minuziosi controlli alla frontiera
allo scopo di fronteggiare l’emigrazione clandestina. |